Il POS "gratis" non esiste: ecco dove si nasconde il costo reale
Spoiler: qualcuno paga sempre. La domanda giusta è chi, e quanto.
"POS gratis per sempre" è uno degli slogan più cliccati del settore pagamenti. Ed è anche uno dei più fraintesi. Il terminale può davvero costarti zero euro. Ma un'attività che genera reddito da ogni transazione, in un settore competitivo come questo, il margine lo recupera sempre da qualche parte. Vediamo dove guardare prima di firmare.
Cosa significa davvero "gratis"
Nella maggior parte dei casi, "gratis" si riferisce al canone mensile del dispositivo: non paghi un affitto fisso per il terminale.
Quello che spesso non è gratis è la commissione per transazione, che può essere più alta della media di mercato per compensare l'assenza di canone.
Alcuni fornitori applicano un vincolo contrattuale minimo (12, 24, 36 mesi): se cambi prima, paghi una penale che azzera il risparmio iniziale.
Le tre domande da fare prima di accettare
Qual è la commissione percentuale per transazione con carta di debito e con carta di credito? Spesso sono diverse, e la differenza pesa se lavori molto con carte di credito.
C'è un vincolo di durata minima e quanto costa recedere prima?
Cosa succede se il volume mensile scende sotto una certa soglia? Alcuni contratti "gratis con volume minimo" applicano un canone retroattivo se non lo raggiungi.
Quando il POS gratis è davvero un buon affare
Se sei una micro-attività con volumi bassi e imprevedibili, evitare un canone fisso mensile ha senso: meglio pagare una commissione leggermente più alta solo quando incassi, piuttosto che un costo fisso anche nei mesi morti.
Se invece hai volumi alti e costanti, un piccolo canone mensile con commissioni più basse quasi sempre ti costa meno sull'anno intero. Fai sempre il calcolo sul totale, non sulla singola voce.
- "Gratis" di solito riguarda solo il canone del dispositivo, non le commissioni per transazione.
- Chiedi sempre la commissione su carta di credito, spesso più alta di quella su debito.
- Verifica vincoli di durata e penali di recesso prima di firmare.
- Con volumi alti, un piccolo canone con commissioni basse spesso costa meno di un piano "gratis".
- Firmare senza chiedere la commissione su carta di credito, non solo su debito.
- Ignorare la durata minima del contratto e le penali di recesso anticipato.
- Confrontare due offerte guardando solo il canone mensile pubblicizzato.
Domande frequenti
Sono rari e quasi sempre limitati a micro-attività con volumi molto bassi, oppure legati a promozioni a tempo che poi rientrano nel prezzo standard.
Simula un mese tipo della tua attività con i tuoi volumi reali di transazioni e applica la commissione percentuale indicata: quel numero, moltiplicato per 12, è il costo vero.
No. Carte di debito, carte di credito e carte aziendali hanno spesso commissioni diverse, e le carte estere possono costare ancora di più.
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